Fulmine e saette / Thunder and lightning

Era un caldo pomeriggio di fine estate ed io e Matteo decidemmo di trascorrerlo a fare shopping. C’era un grande centro commerciale un pochino lontano da casa, ma dove si potevano trovare delle buone occasioni e a noi piaceva andare lì.

All’arrivo, entrammo nel bar situato all’ingresso del centro, per mangiare qualcosa, ma c’era così tanta gente che dovemmo condividere un tavolo con altre persone.

In realtà due persone, una Signora e sua figlia. Due donne adulte, a noi completamente sconosciute.

All’inizio scambiammo qualche parola di circostanza come giusto che fosse, ma poi le due Signore presero facilmente confidenza con Matteo e continuarono la conversazione. Io mi discostai perché desideravo solo mangiare la mia insalata in tranquillità.

Mi stavo innervosendo….. Matteo era capace di trovare empatia con chiunque, senza preoccuparsi del mio sentire e queste estranee erano di indubbia invadenza.

Infatti una delle due Signore, vedendomi in quello stato, iniziò a dire cose poco piacevoli sul mio conto e Matteo stette zitto.

Accidenti…. avrebbe potuto difendermi, ero la sua compagna.

Mi sentii umiliata e per evitare episodi di pubblica maleducazione, decisi di alzarmi ed uscire dal bar.

Lo aspettai fuori!

Ma lui non uscii da quella porta, aveva avuto il cattivo gusto di lasciarmi lì fuori ad attenderlo mentre se ne era andato tranquillamente a fare shopping, uscendo da una porta secondaria.

Mi sentivo male…. ma che cosa stava succedendo? Cos’era tutta quella schifezza?

Gli feci una telefonata e lo implorai di raggiungermi e chiarire l’accaduto.

Matteo mi raggiunse, ma era talmente scocciato che mi disse che saremmo ritornati subito a casa, piuttosto che discutere.

Iniziò a camminare velocemente verso la macchina, allora io in lacrime lo raggiunsi e gli strattonai il braccio per fermarlo e …….

….. con uno scatto mi mise le mani al collo, mi sollevò e mi gettò lontano da lui….

…. come fossi niente….

Davanti a tutta la gente….

In quell’istante io morii, per la prima volta, appesa al filo grigio dell’incredulità.


It was a warm end summer afternoon, Matteo and I decided to go shopping. There was a big mall a little far from home but where you could find some good deals and we love to go there.

When we arrived, we went in the café situated into the mall, to have a snack but there was so much people that we had to share a table with others.

Actually with two persons, a Lady with her daughter. They were both adults and completely unknown to us.

At the beginning we had a little chat, as was a good thing to do, then those two ladies took confidence and still continued to talk to Matteo. I moved away because I wished only to eat my salad in peace.

I got nervous …..Matteo found empathy with anyone, without thinking about my feeling and those two ladies were intrusive without any doubt.

In fact one of those two ladies saw that I was nervous and began to say bad things about me, Matteo was silent.

Jeez…..he was my boyfriend and he could have defended me.

I felt humiliated and so decided to get out of the café, to prevent incidents of public rude, and I waited outside.

But he didn’t come out from that door, he had the bad taste to let me wait for him while he went shopping, going out the back door.

I felt bad….. what was happening? What was all that garbage?

I had a phone call with him and asked to reach me for clarification.

Matteo reached me but he was so disappointed that said me we should have returned home immediately, instead of discussing.

He began to walk quickly to the car, so I run to him crying and placed a hand on his harm to stop him and……….

……..in a moment he had his hands around my throat, lifted me up and threw me away from him…..

….. how I was nothing……

In front of all these people….

In that moment I died, for the first time, hanged up to the gray thread of unbelief.

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