La neve / The snow

Non lo vidi mai più…. nemmeno per sbaglio …camminando per strada….oppure in uno dei tanti café parigini.

Avevo ripreso a lavorare nella sartoria ma chiesi a Eloise di non occuparmi più della futura sposa Fubert e lei fece anche molto di più. Nascose l’abito destinato a Colette nel soppalco e così non vidi mai l’opera realizzata.

Il soppalco era il luogo in cui Eloise creava, disegnava e nessuno poteva metterci piede.

Io non vi so spiegare perché diedi quella risposta a François, in fondo sentivo di averlo amato per qualche lungo istante e di avere fantasticato su noi due insieme, eppure…..scelsi di lasciarlo andare.

C’è chi sostiene che tutto ciò che non è stato, non doveva essere e forse era stata quella sensazione di turbamento che proveniva dalla mia pancia ad avermi portato a scegliere questa strada.

Nonostante questo, ripensai almeno cento volte a quella mattina, anzi no…novantanove per la precisione, perché alla centesima mi stufai e mi misi a guardare dalla finestra di casa la neve che scendeva lentamente in quel dicembre così bianco, freddo e magico.

L’indomani sarebbe stata la vigilia di Natale ed erano anche gli ultimi giorni che avrei trascorso con mio padre, dopo tre lunghi mesi. Papà doveva ritornare alla sua vita ed io dovevo andare avanti da sola.

E la neve incurante ….. scendeva…. scendeva.


I didn’t see him anymore… not even remotely…. walking down the street…..or in one of the many Parisian cafes.

I started to work in the tailor shop but I asked to Eloise not to take care of the Fubert future wife and she did even more. She hid the Colette’s Dress on mezzanine and so I didn’t see the creation made.

Mezzanine was the place where Eloise created, drew and no one could go up there.

I couldn’t explain you why I answered to François in that way, deep down I felt to have loved him for some long instant and I fantasized about us together, but …. I chose to let him go.

Someone says everything hasn’t been, it hasn’t exist and maybe it was that strange sensation of turmoil coming from my stomach which let me choose this way.

Despite this, I thought to that morning one hundred of times at least, actually …ninety nine times for the precision because to the last one I got bored and I looked the snow coming down slowly from the window, in that white, cold and magic December.

The day after it would have been Christmas Eve and they were my last days with Dad, after three long months. Dad had to come back to his life and I had to go on alone.

And snow careless…. fell down…it fell down.

Leave a Reply

Your email address will not be published.