Il filo rosso spezzato / the broken red thread

Avete mai sentito parlare della storia del filo rosso del destino?

Pare sia una leggenda popolare giapponese che narra che ogni uomo ed ogni donna viene al mondo con un sottile filo rosso legato al mignolo. Questo filo crea un legame indissolubile fra due anime destinate a stare insieme solo che, essendo molto lungo, si possono creare dei nodi oppure si può aggrovigliare ed il compito delle due anime affini è sciogliere ogni impedimento per far sì che ciò a cui sono destinate, accada.

Io ci credo! Ma credo anche che ci siano tanti altri fili di mille colori che tessiamo ogni volta che abbiamo la fortuna di costruire un legame importante con qualcuno.

E non tutti sono indissolubili…. qualcuno purtroppo si spezza oppure siamo proprio noi a darci un taglio.

Quante volte abbiamo usato questa espressione “darci un taglio” magari in senso lato senza accorgerci che però qualcosa stava succedendo a livello cosmico perché l’universo ci ascolta.

Se tale espressione viene usata con la reale intenzione di porre fine a qualcosa, il filo si spezza, diversamente resta solo un modo di dire.

Al rientro da Parigi, mi ero resa conto che avevo spezzato il filo che mi legava a mio padre. Il nostro era un filo blu, nobile come dovrebbe essere il legame fra un padre e suo figlio.

Ma avevo così tanto sofferto che giorno dopo giorno ero riuscita a tessere tanti piccoli nodi in questo filo, nemmeno “Arianna” fu così brava con la sua tela e finii per romperlo.

Rivederlo dopo anni di silenzio mi aveva portato questa nuova consapevolezza. L’affetto era rimasto intatto ma il legame troppo a lungo trascurato aveva mutato la sua forma.


Have you ever heard about the history of destiny?

It seems to be a popular Japanese legend which tells that every man and woman comes into the world with a thin red thread, tied to the little finger. This thread creates an indissolubile bond between two souls destined to be together but, being very long, knots or tangle may form along itself and the task of these two kindred souls is to dissolve them, in order to make happen what they are destined to.

I believe on it! But I also believe there are many other threads of a thousand colors that we weave, every time we are lucky enough to build an important bond with someone.

And not all of them are indissoluble… unfortunately, some of those threads breaks or we are effectively the ones who cut them off.

How many times we have used the expression “cut it off” (Italian expression like give it a break), perhaps broadly speaking, without realizing that something was happening at cosmic level because the universe listens to us.

If this expression is used with the real intention of putting an end to something, the thread breaks itself, otherwise it remains only a way to speak.

When I came back from Paris, I realized having broken the thread that bound me to my father. Ours was a blue one, noble as a bond should be between a father and his son.

But I suffered so much that, day after day I managed to weave many small knots in this thread, like not even “Arianna” was so good, and it ended up I broke it.

Seeing him again, after years of silence, brought me this new awareness. The sense of affection remained intact but the too long neglected link changed its shape.

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