Il male minore / The lesser evil

Si trattava di scegliere il male minore, così decisi di “parcheggiare la mia auto in garage.”

Decisi che avrei accantonato gli studi universitari per cercare un lavoro che mi permettesse di mantenermi e di costruire la mia indipendenza.

Così a settembre andai a riconsegnare il libretto universitario con le lacrime che, trattenute, stavano formando un lago proprio lì vicino alla gola e mi sembrava di soffocare.

Dovevo buttare fuori queste lacrime oppure costruire subito una diga per farle scorrere lontano, ma così lontano da non farmi più sentire il dispiacere.

È vero a volte siamo costretti a scegliere la strada più difficile perché in cuor nostro sappiamo essere quella giusta per noi, e per farlo dobbiamo imparare a rinunciare a qualcosa, anche a qualcosa o a qualcuno che amiamo.

Certo, l’obbiettivo è quello di stare bene, di trovare il nostro equilibrio per vivere il più sereni possibile, ma caspita non siamo tutti dei guru asceti e fa male fare dei cambiamenti, costa sacrifici e indubbia sofferenza.

Eppure li dobbiamo fare, punto.

Nella nebbia possiamo fare una sosta, il tempo necessario per ritagliarci un passaggio per poi ripartire ancora una volta.

E così feci! Mi fermai nella nebbia, poi quando fui pronta, alzai la diga del mio laghetto di lacrime e mi feci trasportare dalla corrente, legata al filo verde della speranza, verso nuove destinazioni.


It was a matter of choice the lesser evil, so I decided “to park my car in the garage”.

I decided to put aside my university studies and look for a job in order to remain independent and create my freedom.

So in September I went to give back my college transcript holding the tears, so much that a small lake had been formed near my throat and I felt like I was suffocating.

I had to put out these tears or building a dam immediately to make them run far, but so far not to feel pain anymore.

It’s true …. sometimes we should choose the most difficult way because we know it’s the right way for us and for doing that, we should renounce to something or someone we love.

Of course, the goal is to stay well and strike a balance for living as comfortable as possible but, man…no one is like an ascetic guru and making changes hurts, it means make sacrifices and undoubted pain.

But we should do them, stop.

We could have a pause into the fog, the necessary time to find the way and leave once again.

I did it! I stopped into the fog, then when I felt ready I got up the dam of my tears’ lake and I let the water carry me along to new destinations, connected to the green thread of hope.

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