Il richiamo / The call

Trascorsa l’estate, era giunto il momento di preparare le valigie per un altro viaggio.

Mi ero concessa qualche mese di riposo e la cosa più buffa era stata abituarmi alla quiete, perché quando si vive con il fiato corto poi riappropriarsi dei lunghi respiri diventa quasi un’impresa.

Dicono che siamo “macchine perfette”, peccato che, subito dopo avere preso la patente, ci dimentichiamo della maggior parte delle regole di guida e finisce che spesso rimaniamo a piedi!

Camminando… iniziamo a pensare e ci ripromettiamo di diventare più bravi, di seguire quelle quattro linee guida del manuale della vita, per evitare di restare ancora una volta, a piedi.

Ma si sa… la costanza è una virtù di pochi eletti… così come la comprensione delle cose e finisci per camminare di nuovo.

Allora per cercare di rilassarmi e godere dei miei momenti di libertà, mi ero inventata un gioco.

Chiudevo gli occhi, immaginavo di sedermi nel centro dei miei 500 metri di vita e respiravo.

Più il respiro era lungo e profondo, più la strada si arricchiva di spazi verdi, di fiori, di colori e l’aria profumava di arance e pompelmi.

Se invece andavo in affanno ed il respiro diventava corto, la mia strada si rivestiva di cemento, di toni di grigio e nero, e gli alberi svanivano.

“No no no… devo stare tranquilla e cercare sempre un contatto con questo profumo di agrumi… perché è così che desidero sentirmi. Cioè non un pompelmo o un’arancia, ma profumosa di sole e frizzante di vita.”

Funzionava ed avevo capito una cosa:

– l’ago dell’umorometro non era legato solo alla “speranza” ma anche alla “volontà” ed io volevo davvero farcela, infondo erano ormai meno di 500 metri. Che senso avrebbe avuto sprecarli?!

Il monolocale non era altro che un passaggio fra la precedente abitazione e quella futura, avevo deciso di ricominciare in un’altra città, quella che mi aveva già chiamato… che mi aveva già invitata a restare ed ora non potevo più farla aspettare.

Rieccoci Parigi!


Spent the summertime, it was time to prepare baggages again for an other trip.

I allowed myself some relaxing months and the most strange thing was to get use of those quiet. Yes, because if you live with shortness of breath then appropriate again of deep breaths it’s like a challenge.

They say we are “perfect machines “, but it’s a shame that after getting driving license we forget the most part of driving rules.

And So we stay on foot!

By walking… we began to think and we intend to get better, to follow the four guidelines of life in order to avoid to be again on foot.

But you know…Constancy is a virtue for a selected few….like comprehension and you finish to walk another time 😊.

Then in order to relax myself and enjoy my free moments, I invented a game.

I closed my eyes, imagined to sit down in the middle of my 500 meters and breathed.

The longer and deeper was my breath and more my way was enriched by green spaces, flowers, and air smelled of oranges and grapefruits.

If I was in restless my breath began shorter, my way was enriched by cement, gray and black colors and trees faded away.

«no no no… I have to be quiet… and find a contact with this citrus scent …. because I’d like to feel in this way. So not grapefruit or orange, but perfumed of sun and crisp of life.»

It worked 😊 and I understand one thing:

the Umorometro indicator wasn’t closed only with hope” but with “willingness” too and I wanted to do it, finally they were less than 500 meters. Why waste them?

My one bedroom apartment was a ride between the last house and the future one and I decided to restart in an other town, which was just calling me ….which had just invited me to stay and now I could no longer make her wait.

Paris I’m back!

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