Il freddo inverno / The cold winter

Mio padre mi aiutò a riprendermi ma non fu facile: ci vollero dei mesi ed infatti quando uscii di casa la prima volta, dopo l’incidente, c’era la neve e tutti si stavano preparando ad accogliere il Natale.

Che meraviglia la città durante le feste natalizie…

«Fragola non ti stancare troppo, mi raccomando, ricordati cosa ti ha detto il Dottore. Anzi, vuoi che venga con te a camminare?»

«No papà, merci. Dammi solo qualche minuto.»

Mi sentivo come un’astronauta appena atterrato sulla Luna, muovevo a fatica le gambe, per troppo tempo ero rimasta immobile e mi sentivo la testa proprio come fosse dentro a un casco.

Avevo ripensato spesso al giorno dell’incidente e ciò che mi aveva ferita, era stato il comportamento di François, non tanto il fatto di rivederlo accanto a Colette.

Ma, in quei due mesi, avevo avuto anche parecchio tempo per riflettere su tante cose ed ero arrivata alla conclusione che non volevo più saperne dell’amore.

Ero felice di aver ritrovato mio padre, senza il suo aiuto sarebbe stato difficile rialzarmi nuovamente in piedi.

Ora però stavo muovendo “i primi passi sulla Luna” e dopo due mesi di viaggio forzato ero atterrata proprio lì, in un quartiere innevato di Parigi dove, fra i volti sorridenti dei passanti e quella strana euforia che rendeva l’aria frizzante, riuscivo a sentirmi serena. Rintronata, ma serena!


My father helped me with my recover but it wasn’t easy: it took several months and when I left home, for the very first time after the accident, there was snow outside and everyone was preparing to welcome Christmas.

How wonderful the city is during the Christmas holidays … 

«Strawberry don’t get too tired, please, remember what the Doctor told you. Do you mind if I take a walk with you?»

“No, thanks dad. Just give me a few minutes.»

I felt being like an astronaut just landed on the Moon, I struggled to move my legs, I was stuck for too long and I felt like my head was inside an helmet.

I had often thought about the day of the accident and what it had hurt me wasn’t the matter of seeing François together with Colette, but his behavior.

But, during those couple of months, I also had a lot of time to meditate on many things and I came to the conclusion that I didn’t want to know anything  about love anymore.

I was happy to have found my father, without his help it would have been difficult to get up again.

But now I was moving “the first steps on the Moon” and after two months of forced travel I landed right there, in a snowy district of Paris where, among the smiling people’s faces and that strange euphoria that made the air crisp, I could feel peaceful. Distraught, but peaceful!

 

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