Il mio amico Max / My friend Max

Che altro aggiungere su Max?

Era il giornalaio più simpatico del quartiere, il rubacuori più rinomato di Rue St. Anne.. ogni mattina si formava una lunga fila di signore che, pur di ricevere un sorriso da Max, si fingevano interessate ad acquistare il quotidiano.

Io ero contenta di averlo come amico, se non lo avessi mai incontrato probabilmente sarei ancora a pensare a François oppure ad interrogarmi sul significato della vita e dell’amore. Invece Max riusciva sempre a distrarre i miei pensieri ed ogni giorno a fine lavoro, veniva a prendermi per fare qualcosa insieme.

Mi aveva presentato qualche suo amico con il quale ci trovavamo a bere, in un localino lungo la Senna.

Una sera uno di questi ragazzi di nome Jack ci fece una proposta:

«Ragazzi, in aprile ci sarà il concerto dei Funses al Circule des Artistes, ci andiamo? È necessario comprare i biglietti con largo anticipo e, secondo me, sarà una figata pazzesca!»

I Funses erano il gruppo rock del momento e per quanto non fosse il mio genere preferito, accettai la proposta. Non ero mai stata al Circule des Artistes e la cosa mi entusiasmava.

«Fantastic! Allora tutti e quattro al concerto 👏🏻👏🏻….. tanananananà… rock you!!!»

Ed io e Max uscimmo dal locale fischiettando uno dei loro motivi ed improvvisandoci chitarristi… ci scatenammo fino a casa fra schiamazzi e risate.

Beh vi confesso che il vino aveva avuto la sua parte in quella mezz’ora di sollazzo, ma che importava? Era così bello ridere e sentirsi leggeri.


What else to say more about Max?

He was the nicest newsagent in the neighborhood, the most famous heartbreaker on Rue St. Anne … every morning a long line of ladies was forming, pretending to be interested in buying the newspaper, just to get a smile from Max.

I was happy to have him as a friend, I would probably still be thinking about François or giving my thoughts about the meaning of life and love, if I had never met him. Max was always able to divert my thoughts and every day after work, he came to get me to do something together.

He introduced me to some of his friends with whom we were drinking something, in a little place along the Seine.

One of those evenings, a fella named Jack made us a proposal:

«Hey guys, the Funses will be live in April at the Circule des Artistes, shall we go? It’s necessary to buy tickets well in advance and, in my opinion, it’s gonna be cool!»

The Funses were the best rock band around of the time and although it wasn’t my favorite kind of music, I accepted the proposal. I’d never been to the Circule des Artistes and this definitely thrilled me.

«Awesome! So, all four of us at the concert 👏🏻👏🏻 ….. tanananananà … rock you !!!»

Max and I left the pub whistling one of their songs and acting like guitarists … we went wild with cackles and laughter.

Well, I confess the wine played its game in that half-hour of amusement, but what was the matter? It was so nice to laugh and feeling lightness.

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