La mia nuova casa / My new house

La mia nuova casa era all’ultimo piano di una piccola palazzina ed era una mansarda.

Sapete, avevo sempre desiderato abitare in una mansarda e poi a Parigi, mi sembrava un sogno.

Lo spazio era ampio, una specie di loft con tante librerie che dividevano una zona dall’altra. Le pareti erano color carta da zucchero ed il pavimento era rivestito da un grezzo parquet.

Riuscii a sistemarmi bene, anche perché non avevo tanto mobilio da traslocare, più che altro oggetti e scarpe …. una montagna di scarpe.

Milla e Benny avevano un piccolo terrazzo a loro disposizione, dove avevo sistemato anche un tavolino con due sedie per le nostre future serate d’estate. Le mie due figlie pelose andarono subito d’accordo, come speravo. Probabilmente perché Benny era un cucciolo e, dopo gli inevitabili scontri iniziali, si erano accettate.

Spesso mi sedevo vicino alla finestra ad osservarle e pensavo che mi sentivo fortunata per tutto quello che stavo vivendo e per quella straordinaria sensazione di pace profusa fra quelle quattro mura di boulevard des Palais.

«Grazie Universo per questa isola di serenità! Dopo aver tanto nuotato, l’esser approdata su questo fazzoletto di terra era ciò di cui avevo più bisogno per riprendere un po’ di fiato.»

«Ah Universo scusa, mi stavo dimenticando di ringraziarti per la cosa più importante: grazie per avermi fatto incontrare Max. »


My new home was situated on the last floor of a small building and it was an attic.

You know I always wished to live in an attic and then in Paris, it seemed a dream to me.

The place was large, a kind of loft with many libraries used as a separator of each area. Walls were painted by blue cotton and the ground covered by a raw parquet.

I was settled in a good way, also because I hadn’t many furniture to move, but anyway mostly objects and shoes…. a mountain of shoes.

Milla and Benny had a small terrace to their disposal, where I arranged a little table with two chairs for our future summer evenings. My two furry sons got along well, as I hoped. Probably because Benny was still a puppy and after the initial fights, they accepted each other.

I often sat down by the window watching them and I thought I was lucky for my life and for the amazing sensation of peace that I felt, inside those four walls in boulevard des Palais.

«Thanks Universe for this serenity island! After swimming for a long time, reachinh this piece of land was exactly what I needed to catch my breath.»

«Ah, sorry Universe: I forgot to thank you, who brought me and Max together.»

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