Merien

Merien

La mia compagna di stanza si chiama Merien, viene dalla Macedonia ma da tanti anni ormai vive in Italia.

Mi ero appena risvegliata dall’anestesia ed i primi occhi che ho incontrato, sono stati i suoi. Verdi, profondi, preoccupati e pieni di comprensione. Poco dopo, sarebbe toccato a lei!

«Come ti senti? Ho sentito che i Dottori dicevano che è stato un intervento lungo, però è andato bene…»

«Non lo so, mi gira tutto intorno.»

«Ora mi verranno a prendere, tocca a me. È il mio primo intervento, ho paura. Quanto dobbiamo soffrire noi donne!»

«Stai tranquilla, andrà tutto bene anche per te» e mentre glielo dicevo, erano già arrivati i due infermieri addetti a portarla in sala operatoria.

“Quanto dobbiamo soffrire noi donne”

Le sue parole mi sono echeggiate in testa per molte ore. Quanta verità…

Per un motivo o per un altro ci ritroviamo sempre a lottare, a cercare la forza anche se stremate e quando pensiamo di non riuscire a salire un altro gradino, il nostro piede è già in quello successivo.

È tutto più complicato per noi, perché la natura ci ha creato più complesse. Possibile che sia così difficile capirlo?

È un dato di fatto, non solo un pensiero.

Ma l’errore che spesso commettiamo, è cercare tale comprensione negli occhi sbagliati, quelli che diamo per scontato che possano vederci e magari sono proprio quelli i più annebbiati.

Non conosco Merien, non so molto di lei, stiamo solo condividendo la stessa dolorosa esperienza eppure una cosa l’ho capita subito:

“I suoi occhi mi vedono!”

Allora io so che non li dimenticherò mai, perché solo chi ti vede, fosse anche per un attimo, ti lascia qualcosa dentro. Non so, come se quello sguardo avesse preso la mira al cuore e con il primo battito di ciglia… voilà touché .


Merien is my roommte, she comes from Macedonia but lives in Italy from many years.

I had just woken up from anesthesia and the first eyes I met were hers. Green, deep, worried and full of understanding eyes.
Shortly thereafter, it would be her turn!

«How you feel? I heard doctors saying it was a long surgery, but it went well … »

«I don’t know, my head’s buzzing.»

«Now they’ll come and get me, it’s my turn. that’s my first surgery, I’m scared about. How much we women must suffer!»

«Don’t worry, everything will be alright for you, too» and while I was talking, the two operating room nurses had already arrived.

«How much we women must suffer»

Her words echoed in my head for many hours. How much truth…

For a reason or another, we always find ourselves struggling, looking for strength even if exhausted and when we think we cannot climb another step, our foot is already to the next one.

For us everything is complicated, because mother nature made us more complex. Is it possible it’s so difficult to understand?

It is a fact, not just a thought.

But the mistake we often make is to search understanding in the wrong eyes, the ones we take for granted that they can see us and maybe they are the most fogged ones.

I don’t know Merien, I don’t know much about her, we are just sharing the same painful experience and yet one thing I immediately understood:

“Her eyes see me!”

Then I know that I’ll never forget them, because only who see you, even for a bit, leaves something inside you. I don’t know, as if that look had taken aim to the heart and with the first blink of an eye… voilà touché.

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