Il buon vicinato / The good neighborliness

Il buon vicinato / The good neighborliness

Una delle cose che sicuramente ho riscoperto in questo periodo di quarantena, è il buon vicinato.

Abito in questa nuova casa da circa due anni e accanto a me ci sono altre villette, ma fino ad un mese fa, dei miei vicini, conoscevo solo i cognomi impressi nelle buchette delle lettere.

È normale, si è persa l’abitudine di scambiare due parole con chi non si conosce anche se si tratta del proprio vicino di casa e, credo, la principale motivazione sia la profonda diffidenza che alberga nei nostri cuori, a causa dell’inciviltà che dominava l’epoca pre-pandemica.

Mi piace definire così, pre-pandemico, il tempo precedente il lock down, perché credo che al termine di questa lunga pausa, nulla sarà più come prima. Magari sarà meglio oppure peggio… questo non ci è dato sapere… ma di certo ci troveremo in una nuova epoca.

Dicevo, in questa pausa ho scoperto di avere un buon vicinato e questa è una grande fortuna. Restando a casa tutto il giorno, mi è capitato di incontrarli mentre uscivo a stendere i panni oppure mentre trascorrevo del tempo in giardino e adesso so molte cose in più di loro: si chiamano Gianni e Morena; sono molto discreti, rispettosi e gentili. Lui è il barbiere dell’erba, il suo prato è così curato da fare invidia ai giardinieri della Regina Elisabetta, lei invece cucina la torta di semolino, ricotta e scorza d’arancio più buona del mondo, “Eh sì caro Massari questa Signora potrebbe rubarle il titolo!”

Ci siamo aiutati, supportati, abbiamo cantato insieme ogni giorno alle ore 18:00, abbiamo acceso una luce nel buio delle 21:00, sempre ad un metro di distanza ma… mai cosi vicini.

Quindi, quando entreremo nella nuova epoca post-pandemia, navigherò come tutti nel buio ma senza timore, perché porterò con me le nuove conquiste e la consapevolezza che è proprio quando ci si ferma ad osservare, che si scoprono cose che fanno la differenza.


A good neighborliness is one of the things I’ve definitely rediscovered in this quarantine period.

I live here, in my new house from about two years, there are other little villas next to me but until a month ago I knew only my neighbors’ surnames printed on the letter boxes.

That’s normal, we lost the habit to have a word with someone you don’t know, even if it’s your neighbor and I believe the first reason is a profound diffidence that dwells in our hearts, due to incivility with dominated the pre- pandemic era.

I like to define the period before lock down, pre-pandemic, because I believe noting will be as before at the end of this long pause. Maybe it will be better or maybe not…we can’t know that now… but we’II certainly find ourselves in a brand new era.

I was saying, I discovered I have a good neighborhood and this is a great fortune. Staying at home all day, I came across them while I went outside to drying clothes or while I spent time in the backyard and now I know a lot more about them: their names are Gianni and Morena, they are very discreet, respectful and kind. He is the barber of the grass, his lawn is so well cared as the Queen Elizabeth’s gardeners could be envious while she cooks the best semolina, ricotta and orange peel cake in the world, “Well, my dear Massari, this lady could steal your title!”

We helped each other, supported each other, sang together every day at 6pm, we also turned on a light in the darkness of 9pm, always standing at one meter away but…never so close.

So, when we’ll begin the new post-pandemic era, I’ll sail like everyone in the dark but without fear, because I’ll bring with me new achievements and awarenesses because it’s just when we stop to observe, we discover things that make the difference.

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