Uno… due… tre… / One… two… three…

Uno… due… tre… / One… two… three…

“Wow che bello….finalmente!” esclamo con gioia dopo aver appreso che ci possiamo iniziare a muovere.

Del resto questo lockdown ci ha costretti a vivere in una dimensione molto rallentata, una slow motion di circa due mesi e si sa dopo un po’ ci si stanca, seppur con tutte le buone intenzioni di reinventarsi, di dedicarsi a se stessi, alla casa, alla famiglia, agli interessi…alla salvaguardia della salute, arriva il momento in cui è fisiologicamente necessario acquistare la propria libertà di azione.

Anche perché francamente, il perdurare di una vita rallentata di questo tipo, indotta e non scelta, ha effetti devastanti su molteplici aspetti….anche sull’ umore, immaginate come potremmo comportarci se continuasse:

«Ciiiaaaooo…coooome…staaii…?»

«Innnssommma…diccciiiaaammooo…cccheee…»

Ok, io al “cooome” ho già iniziato a sbadigliare…ma grazie all’obbligo delle mascherine, nessuno se ne sarebbe accorto! A proposito, chi me lo dice che non mi state facendo una pernacchia al posto di un sorriso?!

Comunque, sono pronta, mi preparo per uscire e vedo tante altre persone lungo la strada, tutte a due metri di distanza l’una dall’altra. Non si stanno muovendo, allora chiedo al mio distanziato:

«Ehi tu!» si girano tutti tranne lui, ok, forse ho parlato ad alta voce oppure finalmente un suono ha appena infranto il cappotto di silenzio, che fino a quel momento ci aveva ovattato e continuo «ehi voi, come mai state tutti fermi?»

«Stiamo aspettando il via, non vedi che laggiù di schiena c’è uno che conta?»

«Uno che conta? Ma cosa significa…onestamente non capisco…potete spiegarvi meglio?»

«Sssshhh silenzio, sta parlando» mi rispondono in coro ed in quel momento sento una voce amplificata da un megafono “PRONTI…PARTENZA…VIA!” e tutti che iniziano a correre, così corro anche io…ma non so bene il perché.

“UN…DUE…TRE……….STELLA!”

Tutti immobili, solo io continuo a correre seguita dagli sguardi impauriti della gente.

Corro e mi avvicino sempre di più a quel tipo con il megafono e lo riconosco, mah…è il presidente Conte ( “uno che conta” ), che mi sta facendo segno di fermarmi con in mano il cartellino giallo.

«Buongiorno presidente, ma cosa ci fa qui e a che gioco stiamo giocando?»

«Oggi, è il 4 maggio e si gioca a un due tre stella, chi si muove dopo il mio stella viene ammonito.»

Lo sapevo, ecco dov’è l’inganno! Siamo in libertà vigilata, mi scusi, però non è stato così chiaro a spiegare le regole.

E per la prima volta non me ne frega niente di essere ammonita, io voglio solo correre fino a dove mi pare e quanto mi pare…voglio abbracciare…viaggiare…voglio vivere…perché è necessario ricominciare, allora lo guardo e gli dico:

«Io voglio VIVERE signor presidente, basta giocare!»


“Wow how nice… finally!” I say with joy after learning we can start moving.

After all, this lockdown forced us to live in a very slowed down dimension, about two month in slow motion and we know after a while we get tired, with all the good intentions though, dedicating time to houseworks, family, personal interests… to safeguard health, the moment comes when it’s physiologically necessary to acquire our freedom of action.

Frankly, the persistence on this kind of a slowed life, induced and not chosen, has devastating effects on many aspects… on mood as well, imagine how we could behave if it keeps up like this:

«Heeeelllooooo…hoooow…aaare..yoooou…?»

«Weeeellll…leeeeet’ss saaaaaay…ooooh…»

Ok, just at “hooooow” and I’ve already started to yawn… but thanks to the requirement of the masks, nobody would have noticed! By the way, who tells me that you’re not giving me a raspberry instead of a smile?!

Anyway, I’m ready, I’m getting ready to go outside and I see many other people along the street, every single person two meters away from each other. They’re not moving, so I ask my next spaced person:

«Hey you!» everyone turn except him, that’s ok, maybe I spoke aloud or finally a single sound has just broken the coat of silence, which until then warmed us and I continue «Hey, why you’re standing all still?»

«We’re waiting for the start, don’t you see over there there is someone who are counting?»

«One who’s counting? What does this mean… frankly I don’t understand… can you give more details?»

«Sssshhht silence please, he is speaking» they answer me in chorus and at that moment I hear an amplified voice in a megaphone “READY… STEADY… GO!” and everyone starts running, so I run too… but I’m not sure why.

“ONE… TWO… THREE………. STAR!”

All stopped but I keep running followed by scared looks of other people.

I keep going and I get closer and closer to that guy with the megaphone and I recognize him, yes, it’s the Prime Minister Mr. Conte (one that counts), who is showing me the stop sign with the yellow card in one hand.

«Good morning Mr Prime Minister, what are you doing here and what game are we playing at?»

«Today is May the 4th and you play one two three, star! whoever moves when I say star, is warned.»

I knew it, that’s where the trick is! We are on probation but he has not been so clear explaining the rules.

But for the first time I don’t give a damn about being warned, I just want to run as far as I want and as much as I want… I want to hug… travel… I want to live… because it’s necessary to start over, again, then I look him and say:

«I want to LIVE Mr Prime Minister, stop playing around!»

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