Lo slancio del delfino / The dolphin’s momentum

Lo slancio del delfino / The dolphin’s momentum

“Scusa, ho sbagliato.”

Non è così difficile ammettere di avere commesso un errore, capita a tutti di farne, eppure è raro sentire pronunciare le uniche tre parole in grado di lenire il dispiacere di chi subisce l’offesa.

Come se l’orgoglio dovesse andarle a pescare nel mare delle giustificazioni, mare in cui non perdiamo l’occasione di farci un bel tuffo.

“Scusa, ho sbagliato.”

Riconoscere, con noi stessi in prima battuta, di non avere agito nel modo migliore è l’unico modo per riemergere da quel tuffo e contemporaneamente per spegnere la delusione di chi è stato ferito.

“Scusa, ho sbagliato.”

Invece abbiamo imparato a nuotare sott’acqua, dove le percezioni sono ovattate, dove è apparentemente più facile sopravvivere e soprattutto dove s’incontrano tanti altri simili. Questo ci fa credere di essere meno soli.

Ma se lasciassimo la nostra corsia subacquea e provassimo a fare come fanno i delfini, uno slancio verso il cielo per poi scivolare leggeri dentro l’acqua…non sarebbe meraviglioso?

Senza filtri, senza banco, ognuno di noi con le proprie responsabilità… forse allora riusciremmo finalmente a pescare quelle tre parole per fare pace con l’orgoglio e per vivere a pieni polmoni.

“Scusa, ho sbagliato.”


“Sorry, I made a mistake.”

It’s not so difficult to admit you made a mistake, making a mistake happens to everyone, though it’s rare to hear only three words that can relieve the sorrow of those who suffer the offense.

As if pride were to go fishing in the sea of justifications, a sea in which we don’t miss the opportunity to take a good dip.

“Sorry I made a mistake.”

Recognizing, in the first instance with ourselves, we’ve not acted in the best way is the only way to re-emerge from that dive and at the same time to extinguish the disappointment of those who have been injured.

“Sorry I made a mistake.”

We learned swimming underwater instead, where perceptions are muffled, where it’s easier to survive, apparentely, and most of all where we meet many others like us. This makes us believe we’re less alone.

But if we leave our underwater lane and try to do like dolphins do, an impetus to the sky and then slip lightly into the water… wouldn’t it be wonderful?

Without filters, without school, each of us with their own responsibilities… maybe we would finally be able to draw those three words to make peace with pride and to live fully.

“Sorry I made a mistake.”

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