Il ballo del tempo inceppato / The dance of time stuck

Il ballo del tempo inceppato / The dance of time stuck

L’ ho vista danzare in un campo fiorito!

Era vestita di lino bianco, bella come il primo sole del mattino, con le braccia rivolte al cielo girava su se stessa… quasi inebriata e la sua risata saltellava nel vento come fa un sassolino sul filo dell’acqua.

Il mio cuore gioiva per quel momento di felicità che la stava attraversando.

«Ciao Anna, come stai oggi?»

«Sto benissimo, mi sento leggera come un uccellino. Dai avanti, togliti le scarpe e vieni a ballare con me…»

«Magari… un’altra volta. Io ti aspetto qui» le dissi.

Eravamo nel giardino della casa di cura, dove la signora Anna stava trascorrendo il suo tempo che si era all’improvviso inceppato. Le avevano diagnosticato una lieve demenza senile ma nel giro di pochi mesi, la malattia se l’era inghiottita e ci aveva restituito la sua nobile “sagoma”.

Non sempre mi riconosceva, ma quel giorno lei era presente seppur nella sua dimensione immaginaria e, se in primo momento la paura mi aveva frenato nell’accettare il suo invito, l’istinto mi suggerì di non perdermi l’occasione.

Mi tolsi le scarpe e la raggiunsi! Lei rideva e ballava… ed io imitavo le sue movenze, liberando ogni forma di pudore, che fino a quel momento mi aveva tenuta immobile.

Poi, lei mi guardò e mi disse:

«Come balla bene Signora, anche lei abita qui?»

Ecco, la lancetta si era nuovamente bloccata e chissà quando l’avrei ritrovata.

Di certo non mi sarei più persa ogni occasione che il tempo mi avesse concesso, per riportarla da me.

“Cara Anna, tu mi hai insegnato che ogni momento è quello giusto per amare e se chiudo gli occhi ti vedo ancora ballare.”


I saw her dancing in a flowery field!

She was dressed in white linen, as beautiful as the first morning sun, with her arms turned to the sky you turned on yourself… almost intoxicated and her laughter leaped in the wind like a pebble on the edge of the water.

My heart rejoiced for that moment of happiness that was going through her.

«Hello Anna, how are you today?»

«I’m fine, I’m feeling light as a bird. Come on, take off your shoes and come dance with me…»

«Maybe another time. I’m waiting for you here» I told her.

We were in the garden of the nursing home, where Mrs. Anna was spending her time which was suddenly jammed. Diagnosis was a mild senile dementia but within a few months, the disease had swallowed it up and had given us back its noble “shape”.

She didn’t always recognize me but that day she was present, albeit in her imaginary dimension and if at first the fear had stopped me from accepting her invitation, instinct told me not to miss the opportunity.

I took off my shoes and joined her! She laughed and danced… and I imitated her movements, freeing all forms of modesty, which until that moment had kept me motionless.

Then, she looked at me and she said:

«You dance very well Madam, do you live here too?”

Well, the hand was blocked again and who knows when I would find it again.

Certainly I would never have missed every opportunity that time had given me to bring her back to me.

«Dear Anna, you taught me that every moment is the right one to love and if I close my eyes I can still see you dancing again.»

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