Io sono uno spaventapasseri / I’m a scarecrow

Io sono uno spaventapasseri / I’m a scarecrow

Emma era seduta in quell’angolo della casa, con le ginocchia piegate verso il petto e lo sguardo pieno di terrore.

Lei sapeva che quello che le era appena accaduto, non era una cosa accettabile e tantomeno legittima, ma si sentiva confusa perché le parole di quell’uomo erano state chiare e minacciose:

“Non raccontare a nessuno quello che è successo oggi in questa stanza, tanto non ti crederebbero…la tua parola non vale niente, così come tu non vali niente. Sei solo una ragazzina provocante e irriverente.”

Era successo tutto così velocemente e l’urlo di dolore che avrebbe voluto buttare fuori, le stava implodendo dentro a tal punto che, le venne da vomitare.

Emma iniziò a piangere, avrebbe preferito morire piuttosto che sentirsi morta dentro e non sapeva davvero cosa fare. Si guardò attorno, come in cerca di qualcosa per potersi rialzare…anche solo un motivo, ma l’unica cosa che vide fu la sua immagine riflessa sul mobile laccato in legno di mogano.

I panni sporchi e sgualciti, i capelli in disordine, il trucco che era sceso come un sipario sopra il suo volto stanco e tutto le sembrava di vedere, tranne l’immagine di una ragazza provocante. Lei vedeva riflesso uno spaventapasseri, colpito più e più volte dalle parole e dalla violenza di quell’essere ignobile che si faceva chiamare uomo e pensò:

“Se io fossi davvero uno spaventapasseri, farei scivolare a terra la cattiveria e la sporcizia di chi mi ha preso di mira perché mi considera solo un oggetto, ma non sa che il mio compito è molto più importante: ogni giorno devo risplendere con il sorgere del sole e affrontare gli stormi invasori, non importa se quest’ultimi cercheranno di colpirmi perché, il giorno dopo sarò pronta a risplendere di nuovo.”

Il suo cuore fu intenerito da un timido coraggio e finalmente uscì da quel luogo malsano, ferita ma non sconfitta, umiliata ma non annullata, lei valeva molto di più di mille stormi malintenzionati che al primo colpo di vento, con il rumore della paglia, sarebbero volati via.

“Pronto, mi chiamo Emma e sono stata violentata”

Non abbiate paura di combattere per la vostra dignità e la vostra libertà, soprattutto quando vengono lese e non fate dei giudizi altrui il vostro abito perfetto.

Siete molto più belle con una gonna ed un paio di scarpe rosse.

Voi, tutte, valete!


Emma was sitting in that corner of the house, with the knees bent towards her chest and her eyes filled with terror.

She knew that what had just happened to her was not acceptable nor legitimate, even though she felt confused, yet the man’s words had been clear and threatening:

“Don’t tell anyone what happened today in this room, they wouldn’t believe you… your word is worth nothing, just as you are, worth nothing. You’re just a provocative and irreverent girl.”

It had all happened so quickly and the scream of pain that she wanted to throw out was imploding to the point that she felt like throwing up.

Emma began to cry, she would rather die than feel dead inside and didn’t really know what to do.
He looked around, as if looking for something to get up… even just a reason, but the only thing she saw was her reflection on the lacquered mahogany cabinet.

The crumpled dirty clothes, the messy hair, the make-up fallen like a curtain over her tired face and everything she seemed to see except the image of a provocative girl. She saw the reflection of a scarecrow, struck over and over again by the words and violence of that ignoble human being who called himself a man and she thought:

“If I really was a scarecrow, I would make the wickedness and dirt of those who have targeted me slide to the ground because they consider me only an object but do not know that my task is much more important: every day I have to shine with the rising of the sun and face the invading flocks, it doesn’t matter if they try to hit me because, the next day I’ll be ready to shine again.”

Her heart was softened by a shy courage and she finally came out of that unhealthy place, wounded but not defeated, humiliated but not cancelled, she was worth much more than a thousand malicious flocks that at the first gust of wind, with the sound of straw, they would be flew away.

“Hello, my name is Emma and I was raped”

Don’t be afraid to fight for your dignity and your freedom, especially when it is harmed and don’t dress you up with the judgments of others, it’s better wear a nice skirt and a pair of red shoes.

All of you are worth it!

Leave a Reply

Your email address will not be published.