La migliore opera / The best work

La migliore opera / The best work

«Noah, perché ti sei fermato? Avanti devi finire di tessere la tua prima tela.»

«Mami sono stanco, mi fanno male le zampine. Posso continuare domani?»

«Dai, fai ancora un piccolo sforzo, altrimenti tutto quello che hai fatto oggi andrà perduto. Finisci il disegno che avevi in mente di realizzare… sempre che tu ne abbia uno, da quassù non riesco a capirne la trama.»

«Beh… sì, ne avevo uno in mente ma poi mi sono distratto e ho tessuto a casaccio.»

«Piccolo mio, ci vuole impegno e dedizione per realizzare un progetto. Certo, all’inizio non è facile, ma se tieni sempre in mente il tuo obiettivo, piano piano lo raggiungerai e solo così potrai trovare la tua strada. Dunque dimmi, cosa vorresti costruire?»

«Io vorrei creare una tela bellissima, unica, affinché tutti possano vederla e ammirarla, senza distruggerla.»

«Benissimo! Allora, per farla, dovrai impegnarti tanto. Adesso però inizia a salire e vieni a metterti al riparo, se ti vede l’uomo sono guai! Purtroppo lui spesso si ferma all’apparenza, il nostro aspetto lo spaventa e quindi dobbiamo scappare ogni volta che avvertiamo la sua presenza.»

«D’accordo mami arrivo….ma…mamiiii attenta si sta avvicinando qualcuno…no mamiiiiii…»

Un uomo aveva appena visto un ragno e con la scopa l’aveva buttato fuori dalla finestra e non si era accorto che più in basso ce n’era anche un altro piccolino.

Noah si nascose in una fessura del muro, impaurito e triste, cosa avrebbe fatto senza sua mamma, lui era così piccolo e doveva ancora imparare molte cose per sopravvivere, ma gli venne in mente un’idea; se avesse realizzato la sua grande opera, forse avrebbe avuto una chance di ritrovare sua madre e di salvarsi.

Lavorò duramente per tanto tempo, riuscì ad uscire dalla casa che lo aveva ospitato fino a quel momento e affrontò tutti i pericoli che la vita, al di fuori dal porto sicuro, gli aveva presentato, ma soprattutto non perse mai la speranza.

Finché un giorno…

«Papà vieni a vedere, in giardino c’è una cosa straordinaria…»

Fra due rami di una magnolia, un ragno aveva creato qualcosa di raro, una ragnatela gigante di forma ottagonale dove si poteva leggere una scritta:

“Io sono Noah”

Questa ragnatela fu oggetto di studi e divenne famosa perché non si era mai vista una cosa del genere prima di allora, così nessuno la distrusse.

Noah non ritrovò la madre ma grazie ai suoi insegnamenti, diede un senso alla vita e trovò la sua strada, creando la migliore opera.

“Quale significato più grande potrebbe avere l’esistenza?”


«Noah, why did you stop? Next you must finish weaving your first canvas.»

«I’m tired Mommy, my paws hurt. Can I continue tomorrow?»

«Come on, make a little more effort, otherwise everything you did today will be lost. Finish the drawing you had in mind to make… if you have one, I can’t understand the plot, from up here.»

«Well… yes, I had one in mind but then I got distracted and I woven randomly.»

«My little one, it takes commitment and dedication to carry out a project. Of course, at first it’s not easy, but if you always keep in mind your goal, slowly you’ll reach it and only in this way can you find your way. So tell me, what would you like to build?»

«I would like to create a beautiful, unique canvas so that everyone can see and admire it, without destroying it.»

«Very well! Then, to do it, you will have to work hard. But now start to climb and come here taking cover, if the man sees you, you’ll be in trouble! Unfortunately, he often stops at appearances, we scare him and we have to run away every time we sense his presence.»

«Okay, mom, I’m on my way… but… careful moooom someone is approaching… no moooooooomy…”

A man had just seen a spider and with a broom he had thrown it out the window and he didn’t notice that there was also another small one below.

Noah hid in a crack in the wall, scared and sad, what would he do without his mom, he was so small and still had to learn many other things to survive, but an idea occurred to him; if he had accomplished his great work, perhaps he would have had a chance to find his mother and save himself.

He worked hard for a long time, managed to get out of the house that had hosted him until then and faced all the dangers that life, beyond the safe harbor, presented him but, mostly, he never lost hope.

Until one day…

«Daddy, come here and see, there’s something extraordinary in the garden…»

Between two branches of a magnolia, a spider had created something rare, a giant octagonal web where you could read an inscription:

“I am Noah”

This spiderweb was the subject of studies and became famous because such a thing had never been seen before, so no one destroyed it.

Noah didn’t find his mother anymore but thanks to her teachings, he gave meaning to his life and found his way, creating his best work.

“What greater meaning could existence have?”

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