Io sono le mie scarpette / I am my shoes

Io sono le mie scarpette / I am my shoes

«Buongiorno! Dunque lei è Rosa ed è qui per il ruolo di seconda ballerina… bene, ha dieci minuti per presentarsi e convincerci, prima di mostrarci qualche passo.»

Ero al mio primo provino, davanti a me c’era la giuria che mi stava fissando in attesa che io dicessi qualcosa.

Mi ero preparata tanto nei mesi precedenti, volevo aggiudicarmi il ruolo di seconda ballerina nell’opera teatrale, che questa prestigiosa scuola di danza stava organizzando, ma non mi aspettavo di dovermi presentare. Ero brava a ballare, un po’ meno a parlare davanti a un pubblico.

Cosa potevo dirgli in solo dieci minuti della mia vita?…fino a quel momento era stata quasi un disastro; il diploma preso per grazia ricevuta, una famiglia a brandelli, l’amica del cuore e una vita sociale pari a zero.

Io amavo solo ballare!

Il mio tempo lo trascorrevo così: nella scuola di danza che frequentavo dall’età di cinque anni e nello scantinato di casa ad inventare coreografie.

Non mi ritenevo un soggetto simpatico, forse a volte anche un po’ scorbutica… però nel mio tutù ci stavo bene e quando iniziavo a muovermi a ritmo della musica, diventavo aggraziata… gentile… tutto il contrario di quello che credevo di essere o forse semplicemente, quello che non riuscivo a vedere quando vestivo i panni della mia giovinezza.

«Signorina, stiamo aspettando la sua risposta!»

«Si, scusatemi… buongiorno. Stavo pensando che potrei raccontarvi tante cose per convincervi a scegliermi ma voglio essere onesta: io mi chiamo Rosa, ho diciannove anni e non so ancora tante cose di me stessa… o di come funziona la vita… però so che quando indosso le mie scarpette ed inizio a danzare… io mi sento felice e per me questo è tutto. Posso iniziare?»

I giudici rimasero in silenzio qualche istante, si rivolsero sguardi di complicità e poi mi dissero:

«Rosa… secondo noi, lei sa già molto, prego inizi pure a ballare.»

“A volte, la conoscenza di noi stessi non si esaurisce in una vita… mentre il nostro sentire, che si rivela essere una buona guida, può essere immediato… basta ascoltarlo.”


“Good morning! So you are Rosa and you are here for the role of second dancer… well, you have ten minutes to introduce yourself and convince us, before showing us a few steps. ”

I was in my first audition, in front of me there was the jury who was staring at me waiting for me to say something.

I’d practiced a lot in the previous months, I wanted to win the role of second dancer in that play, which this prestigious dance school was organizing, but I didn’t expect to have to introduce myself. I was good at dancing, a little less at speaking in front of an audience.

What could I tell in just ten minutes of my life? …until now it had been almost a disaster; the diploma taken on the rain check, a family in tatters, a best friend and a social life equal to zero.

I just loved to dance!

I spent my time like this: in the dance school I attended from the age of five and in the basement of my house inventing choreographies.

I didn’t consider myself a nice subject, maybe even a little grumpy at times… but in my tutu I was fine and when I started to move to the rhythm of the music, I became graceful… kind… quite the opposite of what I thought I was, or perhaps simply, what I couldn’t see when I was wearing the clothes of my youth.

«Miss, we are waiting for your answer!»

«Yes, pardon me… good morning. I was thinking I could tell you so many things to convince you to choose me but I want to be honest: my name is Rosa, I’m nineteen and I still don’t know many things about myself… or how life works… but I know when I wear my shoes and I start dancing… I feel happy and that’s all for me. Can I start?»

Judges remained silent for a few moments, they looked at each other with complicity and then said to me:

«Rosa… in our opinion, you already know a lot, please start dancing.”»

“Sometimes, the knowledge of ourselves doesno’t end in a lifetime… while our feeling, which turns out to be a good guide, can be immediate… just listen to it.”

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