Quella sensazione familiare / That familiar feeling

Quella sensazione familiare / That familiar feeling

Io ti riconosco nel profumo dei tigli in fiore in un giorno qualunque d’estate.

Nell’aria frizzante delle prime ore del mattino che mi fa stringere le spalle in un morbido golfino.

Nelle parole: quelle piene d’amore di Anna; quelle preoccupate di mamma.

Nei gesti premurosi: la telefonata di Gianna; la torta di Nicoletta con la panna.

Sei nei posti che non avrei mai immaginato e di certo sei mobile, anche se appari piuttosto murata.

L’ho capito la prima volta che me ne sono andata e ti ho lasciata piena di ricordi, convinta che non ti avrei più ritrovata.

Poi, inaspettatamente ti ho sentita dentro un caldo abbraccio e piano piano è stato facile riconoscerti anche travestita da pagliaccio.

Così ogni volta che mi succede e ti ritrovo, beh… mi sento felice, l’anima si acquieta nel tuo covo.

Posso essere ovunque ma la sensazione è sempre la stessa:

“Sono a casa, è una certezza”.


I recognize you in the scent of the lime trees in bloom on any summer day.

In the crispy air of the early morning that makes me shrug my shoulders in a soft sweater.

In the words: Anna’s full of love; those worried ones of mom.

In the attentive gestures: the phone call from Gianna; Nicoletta’s cake with soft cream.

You are in the places I never imagined and you are certainly mobile, even if you appear rather walled up.

I understood this the first time I left and left you full of memories, convinced that I would never find you again.

Then, unexpectedly I felt you inside a warm hug and slowly it was easy to recognize you even disguised as a clown.

So every time it happens to me and I find you again, well… I feel happy, the soul settles down in your lair.

I can be anywhere but the feeling is always the same:

“I’m at home, guaranteed”.

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