Il cinema all’aperto / The outdoor cinema

Il cinema all’aperto / The outdoor cinema

Una delle cose che amo più fare in estate, è andare al cinema all’aperto.

Credo che sia lo spettacolo nello spettacolo!

Una distesa di sedie di plastica bianche nel mezzo di un prato verde ed uno schermo così gigante che anche il più miope degli spettatori, seduto nell’ultima fila, riuscirebbe a vedere.

Cala la notte, un leggero venticello si alza dal lago e fingendosi portatore di sollievo, si sofferma ogni tanto fra le pieghe delle gonne delle signore e sopra ai baffi dell’anziano spettatore che si addormenta ancora prima che il film sia iniziato. Colpa del vento naturalmente!

All’improvviso si accendono le stelle, la pellicola inizia a girare e tutti sono pronti a sognare.

Sogni d’estate, di leggerezza, di gelato al pistacchio, di speranza al sapore di acqua dolce e salata, insomma sogni di una notte di mezza estate.

Notte che però non vede come protagonisti Teseo e Ippolita, della celebre commedia shakespeariana, bensì un pubblico che finge di essere stato sveglio tutto il tempo ( a parte quell’anziano signore ) per non ammettere che il film non gli è piaciuto e che in fondo il vero spettacolo altro non è che il prodotto dei loro sogni.

Mentre le persone se ne stanno andando, lo schermo si sta spegnendo… resto ancora un attimo seduta a guardare il cielo, chissà che non possa catturare un’altra scintilla prima di uscire da quell’ incantevole scena.


One of the things I love most in summer, is going to the outdoor cinema.

I believe it’s the show within the show!

An expanse of white plastic chairs in the middle of a green lawn and a screen so giant that, even the most shortsighted of spectators sitting in the last row, would be able to see.

Night falls, a light breeze rises from the lake and pretending to be a bearer of relief, it occasionally lingers between the folds of the ladies’ skirts and over the mustache of the elderly spectator who falls asleep even before the film has begun. Blame the wind, of course!

Suddenly the stars light up, the movie begins and everyone is ready to dream.

Dreams of summer, of lightness, of pistachio ice cream, of hope with the flavor of fresh and salt water, in short, a midsummer night’s dream.

But a night that doesn’t see Theseus and Hippolyta as protagonists, of the famous Shakespearean comedy, but an audience that pretends to have been awake all the time (apart from that elderly gentleman seen before) in order not to admit that they didn’t like the film and that, after all, the real show is nothing more than the product of their dreams.

While people are leaving, the screen is turning off… I sit still, for a moment, looking to the sky, who knows I couldn’t catch another spark before exiting from that enchanting scene.

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