Qua qua qua! / Quack quack quack!

Qua qua qua! / Quack quack quack!

Passeggiando sulle sponde del lago, ho incontrato tante oche e mi sono fermata ad osservarle. È molto curioso il loro atteggiamento, mi evoca associazioni bizzarre e a tratti prive di gentilezza verso il genere umano, ma tant’è…

Alcune se ne stanno tutto il giorno in bella mostra, attente ai movimenti e agli sguardi dei passanti e se qualcuno cerca di avvicinarle, le oche iniziano a gonfiare le piume, ad allungare il collo, mostrando un falso disappunto. Credo che faccia parte della loro tecnica di conquista… credo.

Altre invece, le vedi accodarsi a un gruppo e ad un certo punto confondersi con le compari, imitandole nelle movenze. Sono così sincronizzate che sembrano delle campionesse di nuoto acrobatico, pronte per gareggiare alle Olimpiadi, ma saranno all’altezza?

Poi c’è ne sempre una, che se ne sta in un angolo tutta sola, incurante dei passanti, si riposa all’ombra di un ippocastano, ogni tanto si alza, si tuffa nell’acqua e nuota verso l’infinito emettendo suoni allegri che simulano una risata: quaquaquaaaa.

All’apparenza questa oca sembra un’emarginata, invece seguendo il suo istinto sta facendo la differenza e se la guardo bene, mi sembra un cigno.

“Cri, cosa fai lì tutta sola? Vieni con noi, qua?”

Quaquaquaaaaaa”

‘Se anche tu ti sei sentita diversa in qualche frangente della vita, sappi che non sei sbagliata… semplicemente sei destinata a trasformarti. Parola di un cigno che ha sempre creduto di essere un brutto anatroccolo.’


Walking along the shores of the lake, I met many geese and I stopped to observe them. Their attitude is very curious, it evokes bizarre associations and at times lacking in kindness towards mankind, but so be it…

Some stay on display all day, ready to the movements and looks of passers-by and if someone tries to approach them, the geese begin to swell their feathers, to stretch their necks, showing a false disappointment. I think it’s part of their conquest technique… I guess.

On the other hand, you see them queuing up to a group and at a certain point mingling with their cronies, imitating them in their movements. They are so synchronized that they look like acrobatic swimming champions, ready to compete in the Olympics, but will they be up to it?

Then, there’s always one of them, who stands in a corner all alone, heedless of passers-by, rests in the shade of a horse chestnut tree, occasionally gets up, dives into the water and swims towards infinity, making cheerful sounds like laughter: quaquaquaaaack.

On the surface this goose looks like an outcast, but by following its instinct it is making a difference and if I look at it carefully, it looks like a swan to me.

“Cri, what are you doing there all alone? Come with us, quack?”

Quaquaquaaaaaack”

‘If you too have felt different at some juncture in life, you should know there’s nothing wrong with you… you’re simply destined to transform yourself. That’s a word of a swan who has always believed it was an ugly duckling.’

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