La pochette di Mary / Mary’s pouch

La pochette di Mary / Mary’s pouch

Fra tanti oggetti sparsi su tutta la bancarella, il mio sguardo si era posato su di una pochette vintage. Di pelle damascata blu, morbida al tatto e con una spilla luccicosa a forma di fiore come chiusura automatica.

«È bella vero Signorina? La prenda, le dia un’occhiata da vicino. Sono riuscita a conservarla bene e come noterà non è rovinata. Pensi, amavo indossarla per arricchire un abito elegante oppure in occasione di eventi speciali.»

«Che meraviglia! È sua! Non immaginavo, tutto quello che vedo le appartiene Signora? Ci sono così tanti oggetti belli esposti, io amo il vintage perché ci trovo una classe d’altri tempi, appunto. Inoltre sapere che sono appartenuti a qualcun altro… come questa sua pochette… ha un valore inestimabile per me. Riesco ad immaginare quando la portava, mi proietto in un tempo prezioso che non mi è appartenuto ma che forse potrei fare rivivere e non le dispiace venderli?»

«No, perché dovrebbe? Non sono legata alla materialità di questi oggetti, bensì ai ricordi delle emozioni che ho provato possedendoli. Mi piace l’idea di condividerli, è un modo per dargli una continuità, per dare il giusto valore alla materia in relazione al tempo. Diversamente verrebbero dimenticati o buttati.»

«Capisco quello che vuole dire ed il suo e’ un pensiero pieno d’amore, per le cose belle della vita. Credo che questa pochette sia perfetta per me, gliela compro signora… ma, posso chiederle il suo nome?»

«Mi chiamo Mary cara e la pochette è sua, gliela regalo… non poteva trovare una custode migliore. Mi raccomando continui a riempirla di ricordi! Alla fine, è ciò che resta ad ognuno di noi.»

Accetto quel dono meraviglioso e mentre saluto Mary, mi accorgo di aver già inserito un primo ricordo all’interno della mia nuova pochette. Le parole di questa tenera signora sarebbero risuonate a lungo nella mia mente come un eco amabile, difficile da dimenticare.

Avevo un gioiello tra le mani e la cosa più bella era che nessun altro, all’infuori di me e Mary, poteva saperlo.

Il valore reale delle cose si cela fra le righe del nostro sentire.


Among the many objects scattered throughout the stall, my gaze had landed on a vintage clutch. In blue damask leather, soft to the touch and with a shiny flower-shaped brooch as an automatic closure.

«It’s beautiful, isn’t it, Miss?” You take it, take a close look at it. I managed to keep it well and as a note it is not damaged. Think, I loved wearing it to enrich an elegant dress or for special events.»

«That’s wonderful! It’s yours! I didn’t imagine, everything I see belongs to you Madam? There are so many beautiful objects on display, I love vintage because I find in it a class of the past, in fact. Also knowing that they belonged to someone else… like this clutch bag of hers… is invaluable to me. I can imagine when you wore it, I project myself into a precious time that did not belong to me but that perhaps I could revive and you don’t mind selling them?»

«No, why should it? I am not tied to the materiality of these objects, but to the memories of the emotions I felt by owning them. I like the idea of sharing them, it is a way to give them continuity, to give the right value to the material in relation to time. Otherwise they would be forgotten or thrown away.»

«I understand what you mean and yours is a thought full of love, for the good things in life. I think this clutch bag is perfect for me, I’ll buy it Mrs… can I ask you your name?»

«My name is Mary dear and the clutch bag is your, it’s my present to you… it couldn’t find a better keeper. Please continue to fill it with memories! In the end, that’s what’s left to each of us. ”

I accept that wonderful gift and while greeting Mary, I realize I have already inserted a first memory inside my new clutch. The words of this tender lady would have resounded in my mind for a long time like a lovable echo, hard to forget.

I had a jewel in my hands and the best thing was that no one else, except me and Mary, could know.

The real value of things is hidden between the lines of our feelings.

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