Il salto di Rosa / Rosa’s leap

Il salto di Rosa / Rosa’s leap

Credevo di sapere chi fossi: una farmacista carismatica e convinta.

Tutti i giorni mi recavo al lavoro, in farmacia, con il sorriso stampato sul volto, pronta ad ascoltare i miei clienti. In fondo avevo studiato tanto per svolgere questa professione, che mi garantiva una solida sicurezza economica. Avevo ottenuto il tanto desiderato “contratto a tempo indeterminato”.

Però la sera, prima di addormentarmi, avvertivo una strana sensazione vicino al petto, un dolore muto, che non mi faceva dormire, così ho iniziato a pensare di essermi ammalata. Mentre ero nel dormiveglia la mia mente fantasticava di essere in un mercato di stoffe preziose, con le mani riuscivo a sentire la morbidezza dei tessuti… il profumo che emanavano… ne sceglievo di tanti tipi e colori e stranamente quel dolore al petto si attenuava, fino a scomparire.

“Signora Rosa, il suo cuore dal punto di vista clinico non ha niente, è sano. Forse c’è qualcosa che la preoccupa? Ho l’impressione che sia solo un po’ d’ansia.”

All’uscita dallo studio medico, ripensai alle parole del dottore e mi resi conto che stavo indossando il camice sbagliato. Io non volevo fare veramente la farmacista, bensì desideravo lavorare nella moda e diventare una stilista. Mi ero pentita, perché non avevo ascoltato fin da subito il mio cuore, che ora bussava forte per svelarmi chi ero veramente.

Ma se lo avessi ascoltato, avrei dovuto rinunciare a tutte quelle che credevo fossero le mie certezze, in cambio del buio totale. Si, sarebbe stato un vero e proprio salto nel vuoto… era da pazzi. Oppure era coraggioso?!

“Benvenuti all’Atelier di Rosa, farmacista pentita, stilista per vocazione.”

I capi che realizzo parlano di me, ma anche di tutte voi, che lottate per rifiorire ogni giorno nel vostro abito migliore, con coraggio ed un pizzico di sana follia.

Quel vuoto, che tanto ci spaventa, altro non è che uno spazio da riempire.

Io ci metto la stoffa, voi siete pronte ad allestire?


I thought I knew who you were: a charismatic and convinced pharmacist.

I went to work every day, to the pharmacy, with a smile on my face, ready to listen to my customers. After all, I had studied a lot to carry out this job, which guaranteed me solid economic security. I had obtained the much desired “permanent contract”.

But, before falling asleep in the evening, I felt a strange feeling near my chest, a silent pain, which didn’t make me sleep, so I began to think that I was ill. While I was half asleep my mind fantasized about being in a market of precious fabrics, with my hands I could feel the softness of the fabrics… the scent they emanated… I chose many types and colors, and strangely that pain in the chest subsided, until to disappear.

“Mrs. Rosa, from a clinical point of view there’s nothing to your heart, it‘s healthy. Maybe there is something that worries you? It’s just a little anxious, I guess”

Upon leaving the doctor’s office, I thought back to the doctor’s words and realized that I was wearing the wrong lab coat. I didn’t want to be a pharmacist, but I wanted to work in fashion and become a stylist. I had repented because I had not immediately listened to my heart, which was now knocking hard to reveal who I was.

But if I had listened to it, I would have had to give up all that I believed were my confidences, in exchange for total darkness. Yes, it would have been a real leap into the void… it was crazy. Or was it bravery?!

“Welcome to Rosa’s Atelier, repentant pharmacist, stylist by vocation.”

The garments I make speak of me, but also of all of you, who struggle to flourish every day in your best dress, with courage and a pinch of healthy madness.

That emptiness, which scares us so much, is nothing more than a space to be filled.

I’ll put up the cloth in there, are you ready to set up?

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