Il gomitolo rosa / The ball of pink yarn

Il gomitolo rosa / The ball of pink yarn

La storia del filo rosso, che tiene unite le anime predestinate, la conoscete in tanti. Ve ne ho parlato anche nel mio romanzo dove, insieme a quello rosso, intreccio fili di più colori: bianco, grigio, nero, verde. Ognuno di essi legato ad un sentimento. Oggi invece vi racconterò la storia di un altro filo, quello che unisce tutte le donne del mondo.

Siamo nate in un corpo fragile, che custodisce all’interno ricami atavici tessuti con estrema dovizia. Questi ricami ci guidano verso il dovere: essere, apparire, fare, obbedire; e ci allontanano da ciò che siamo o da ciò che vogliamo veramente. Come ad esempio, essere libere di scegliere.

Così ad un certo punto, nasce in noi il desiderio di scucire questi ricami.

“Ahi ahi fa male… questo filo è resistente. Non riesco a sfilarlo. Però mi provoca veramente fastidio, mi sento incatenata nei disegni che qualcun altro ha creato per me. Io vorrei tanto realizzarne uno mio.”

In quel momento qualcosa si muove nell’Universo e per lenire questo dolore provocato dal distacco, ci fa arrivare una forza che non sapevamo di avere.

È la forza delle donne! Siamo delle combattenti!

Anche se ci piace vestire con il velluto colorato di primavera, siamo più forti di chiunque confonda la delicatezza con la debolezza.

Siamo donne e l’unico filo che dovremmo conservare, è quello che ci lega le une alle altre, perché solo unite possiamo veramente tessere il ricamo più bello nella nostra esistenza, quello in grado di renderci onore e rispetto.

“All’opera amiche mie! Abbiamo ancora tanto da fare.”


It’s known to many the story of the red thread, which holds predestined souls together. I also told you about it in my novel, where together with the red one, I weave threads of several colors: white, gray, black, green. Each of them linked to a feeling. Today, however, I’ll tell you the story of another thread, the one that unites all women in the world.

We were born in a fragile body, which contains atavistic embroideries, woven with great precision. These embroideries guide us towards duty: to be, to appear, to do, to obey, and they push us away from who we are or what we want. For example, be free to choose.

So at a certain point, the desire to unstitch these embroideries arises in us.

“Ouch, it hurts… this thread is strong. I can’t take it off. But it really annoys me, I feel chained in the drawings that someone else has created for me. I would love to make my own.”

At that moment something moves in the Universe, to soothe this pain caused by the detachment, it brings us a strength that we did not know we had.

It’s the strength of women! We are fighters!

Although we like to dress in spring-colored velvet, we are stronger than anyone who confuses delicacy with weakness.

We are women and the only thread we should keep is the one that binds us to each other because only united can we truly weave the most beautiful embroidery in our existence, the one capable of honoring and respecting us.

“At work, my friends! We still have a lot to do.”

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