Pari a zero / Equal to zero

Pari a zero / Equal to zero

Tutto ciò per cui avevamo lottato negli ultimi vent’anni, è stato cancellato dal nuovo regime governativo. Niente più istruzione, nessun tipo di autonomia ( divieto di praticare sport, di lavorare, di sentire musica, di vestirci come ci pare e piace) e l’obbligo di indossare un abito integrale che ci copra tutto.

Le nostre paure si sono concretizzate e siamo ritornate indietro nel tempo.

Un evento simile per molti potrebbe essere fortuito, ma per noi no, non lo è. Non c’è cosa peggiore della regressione, perché di questo si tratta.

Dopo aver assaporato un buon pezzo di pane con il volto esposto al sole, siamo ritornate a mangiare i sassi all’ombra del velo.

Un senso profondo di avvilimento toglie anche l’ultima briciola rimasta sui bordi delle labbra e ci fa sentire pari a zero.

Siamo donne talebane, anzi siamo talebane. Schiave di un uomo, prigioniere dentro a un credo, madri di figlie alle quali non potremo risparmiare tutte queste crudeltà.

Ma c’è una cosa che ci fa sentire ancora più tristi:

Siamo sole!

La maggior parte delle persone, in Occidente, si è dimenticata di noi. Pochi parlano della nostra condizione, molti meno stanno facendo qualcosa di concreto per ridarci una speranza. Dalla ritirata dell’esercito americano è passato quasi un anno…

Allora diteci: siamo davvero niente?


Everything we had fought for over the past twenty years has been canceled by the new government regime. No more education, no kind of autonomy (ban on playing sports, working, listening to music, dressing as we like), and the obligation to wear a full dress that covers everything.

Our fears materialized and we went back in time.

Such an event may be fortuitous for many, but for us, it isn’t, it is not. There is no worse thing than regression because that’s what it is.

After tasting a good piece of bread with the face exposed to the sun, we went back to eating the stones in the shade of the veil.

A deep sense of dejection removes even the last crumb left on the edges of the lips and makes us feel like zero.

We are Taliban women, indeed we are Taliban. Slaves of a man, prisoners within a creed, mothers of daughters to whom we will not be able to spare all these cruelties.

But there is one thing that makes us feel even sadder:

We’re alone!

Most people in the West have forgotten us. Few people talk about our condition, and far fewer are doing something concrete to give us hope. Almost a year has passed since the retreat of the American army…

So, you tell us: are we nothing?

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