Il mercato coperto / The covered market

Il mercato coperto / The covered market

Per chi abita a Rimini, il mercato coperto è un punto di riferimento. C’è chi lo utilizza per dare informazioni e chi per fare acquisti di materie prime a chilometro zero.

Io invece ci vado per catturare attimi di comicità popolare.

In realtà la prima volta c’ero entrata per comprare delle verdure e imbattendomi in Marco, un coltivatore diretto, ho capito che stavo sbagliando qualcosa.

«Buongiorno, vorrei dei pomodori per favore?»

«Buongiorno, quali vorrebbe? Come vede ne ho di tante qualità.»

«Non saprei, una vale l’altra.» Non l’avessi mai detto…

«Eh no, signora, li guardi bene… le sembrano tutti uguali?»

Sì! Mi sembravano tutti uguali! Ma temevo che se gliel’avessi detto, mi avrebbe fatta diventare rossa come loro, allora feci un cenno con il capo, come per dirgli: Ni.

Marco iniziò a raccontarmi la storia di ciascuno dei suoi pomodori, dal tipo di coltivazione, alla forma, al gusto, all’utilizzo e intanto si era formata una fila di gente dietro di me, in attesa del proprio turno.

“Signora, gli dica che pomodori vuole per favore! È mezz’ora che aspetto.” Grida un uomo dal fondo.

«Ok ok! Credo che prenderò… dell’insalata. Vorrei proprio questa qui riccia, verde, buonissima. Magari i pomodori un’altra volta eh?!.»

Sì, perché il mercato coperto è un luogo genuino e i coltivatori diretti sulla bilancia mettono anche la loro passione, dedizione e fatica nel raccogliere “i frutti”. Bilancia che però non penderà a favore del mero guadagno, bensì della consapevolezza di ciò che stai mettendo a tavola.

Perciò se ti capita di passare da Marco o da Paolo, ma anche da Giovanna o Luisa… mi raccomando non chiedere una cosa qualsiasi. Se non conosci le varietà di quella verdura, punta sulla qualità. Fatti consigliare la migliore!

E soprattutto prenditi: del tempo, un ventaglio (per far passare il rossore), un quadernino per prendere appunti. Perché poi i signori dietro di te vorranno copiarli.

In fondo la terra dei pomodori, è sempre la terra dei pomodori. O forse era dei cachi…!


For those who live in Rimini, the covered market is a point of reference. There are those who use it to provide information and those who use it to shop for zero-kilometer raw food.

I go there to capture moments of popular comedy, instead.

Actually, the first time I went in to buy some vegetables, I came across Marco, a farmer, and I realized I was doing something wrong.

«Hello, I’de like some tomatoes, please.»

«Good morning, which ones would you like? As you can see, I have many varieties.»

«I don’t know, one is as good as another.» I never said that…

«Oh no, lady, look closely please… do they all look the same?»

Yup! They all looked the same to me! But I was afraid that if I told you that, you’d make me red like them, so I nodded, as if to say: Nay.

Marco began to tell me the story of each of his tomatoes, from the type of cultivation, shape, taste, use and in the meantime a line of people had formed behind me, waiting for their turn.

“Lady, tell him what tomatoes do you want please! I’ve been waiting for half an hour.” Shouts a man from the bottom of the line.

«Ok ok! I think I’ll have… some salad. I’dd like this one here curly, green, very good. Maybe the tomatoes another time huh?!»

Yes, because the covered market is a genuine place and the direct farmers on the scales also put their passion, dedication and effort into reaping the “fruits”. A balance that, however, won’t lean in favor of mere gain, but of the awareness of what you are putting on the table.

So if you happen to pass by Marco or Paolo, but also by Giovanna or Luisa… I recommend not asking anything. If you are unfamiliar with the varieties of that vegetable, focus on quality. Get the best advice!

And, especially, take: some time, a fan (to let the redness pass), a notebook to take notes. Because then, the gentlemen behind you, will want to copy them.

After all, the land of tomatoes is always the land of tomatoes (a song by an Italian band called “Elio e le storie tese”). Or maybe it was some persimmons…!

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