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Il bersaglio / The target

Qual è il bersaglio più facile? Te lo sei mai chiesto?

Prova a pensare per un attimo a quando sei arrabbiato e te la prendi con la prima persona che ti capita davanti, ma che non c’entra assolutamente niente con quello che senti. Tra l’altro di solito è un familiare o comunque qualcuno che conosciamo bene, tanto da arrogarci il diritto di gettargli addosso il nostro malessere.

Ecco, il bersaglio facile è colui che si espone in prima linea. Praticamente è impossibile sbagliarne la mira.

Peccato però che, anche dopo averlo ripetutamente colpito, quel tuo malessere interiore non svanisca. Si placa, certo, fino al prossimo episodio scatenante.

Ora cosa farai? Cercherai altri bersagli facili, oppure ti focalizzerai su quello giusto?

Sai, io ho commesso lo stesso errore fino a quando non sono diventata io stessa il bersaglio. A quel punto sono stata colpita e abbattuta.

Ed è proprio nel rialzarmi che ho capito.

Le battaglie personali e non, si possono combattere anche in silenzio, esponendosi quanto basta, per non diventare una mira.

E i bersagli, nella maggior parte dei casi, sono solo il diversivo per non guardarsi dentro. Prima di sparare, pensa.


What’s the easiest target? Have you ever asked yourself?

Try to think for a moment when you’re angry and take it out on the first person who comes before your eyes, but who has absolutely nothing to do with what you feel. By the way, it’s usually a family member or in any case someone we know well, so much so that we assume the right to throw our malaise on him.

Here, the easy target is the one who exposes himself on the front line. It’s impossible to miss.

Too bad, however, that even after repeatedly hitting him, your inner malaise doesn’t vanish. It subsides, sure, until the next trigger episode.

Now what you’re going to do? Are you looking for other easy targets, or you’re going to focus on the right one?

You know, I made the same mistake until I became the target myself. At that point, I was hit and knocked down.

And it was when I got up that I understood.

Personal and non-personal battles can also be fought in silence, exposing ourselves as long as it takes to not become a target.

And the targets, in most cases, are just a diversion so as not to look inside. Before you shoot, think.

Comments (6)

  • Mary

    Carissima...ogni tanto...bisogna sparare...se no..che monotonia

    • mychicmirror

      Beh ma al bersaglio giusto però! E a volte è proprio quello che vediamo riflesso allo specchio. Un abbraccio 😘

  • Alice

    Verissimo...ci ritroviamo tutti spesso nei panni di tiratori scelti, quando invece la cosa giusta sarebbe di dialogare con noi stessi. Queste tue considerazioni cara Cri sono preziose, ci rammentano di voler bene prima di tutto a noi stessi cercando di capire dove sta il problema e poi agli altri sui quali non scaricare le nostre emozioni. Missione fondamentale la tua, cara Fragola!💖

    • mychicmirror

      Grazie di cuore Alice 🙏🏼💗 Soprattutto non è cercando la causa del problema al di fuori delle nostre responsabilità, che si risolvono le cose. A nessuno piace essere un bersaglio, allora prima di bersagliare dovremmo almeno pensarci. Ti abbraccio forte 🍓

  • Lucia

    Quanto lavoro su noi stessi dobbiamo imparare a fare, grazie per questa pillola. ❤

    • mychicmirror

      Io credo che la fatica di questo difficile compito, ci venga ripagata con la consapevolezza di chi siamo. E quello è il nostro punto di partenza per dare un senso a questo viaggio. Grazie a te cara Lucia ❤️ per essere qui a condividere le tue emozioni. È tanto!

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