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Il dono più prezioso / The most precious gift

Come criceti che corrono veloci sulla ruota, noi ci muoviamo velocemente all’interno di uno schema.

Lo schema della società, del lavoro, della famiglia e senza nemmeno rendercene conto, facciamo ripetutamente le stesse azioni.

Corriamo e ci lamentiamo, ripromettendoci di rallentare perché è faticoso ma poi corriamo e ci lamentiamo ancora una volta.

Poi arriva l’imprevisto, la ruota si blocca e ci regala proprio quello che chiediamo da quando siamo venuti al mondo: il tempo!

Ma, sapremo davvero accogliere questo tempo come un dono prezioso?

Perché per accogliere qualcosa è necessario fargli spazio, a volte rinunciando a qualcos’altro.

Il tempo senza schemi è la manna dal cielo per chi ha imparato ad ascoltarsi, per chi sa fermarsi, per chi vuole reinventarsi e per chi di tempo ne avrebbe voluto ancora un po’ di più.

Per tutti gli altri invece questo tempo, diventa una prigione, un rumore assordante che fa inevitabilmente rimpiangere la ruota e la conseguente stanchezza.

Non sembra assurdo anche a Voi?

La natura umana fatica ad accettare il cambiamento e si alimenta di eterna insoddisfazione.

Eppure… è così relativo il tempo!


We move quick within a pattern, just like an hamster in its wheel.

The scheme of society, work, family and we repeatedly do the same things, without realizing that.

We run and complain, we vowing to stop the run because it’s difficult but then we run again and we complain again.

When the unexpected arrives, the wheel gets stuck and it gives us what we were asking since we were born: time!

But, will we really be able to take this time as a precious gift?

Because it’s necessary to make room for welcoming something new and sometimes we have to give up something else.

Time without schemes could be considered as a godsend for who has learned to listen, to stop, to reinvent themselves and for who would have liked more time.

For everyone else, this time becomes a prison, a deafening noise and they regret their wheel and the consequent tiredness.

Doesn’t that sound crazy to you?

Human nature struggles to accept change and feeds on eternal dissatisfaction.

And yet ….. time is so relative!

Comments (2)

  • Elisa

    Il "divieto" di fare qualcosa nonostante ci doni spazio e tempo... Viene colto come divieto punto. Penso che chi prima e chi dopo arriverà a gioire di tutto ciò che è indispensabile e riuscirà a tralasciare il superfluo... Ci sono tante persone sole.. quel poco che riuscivano.a Percepire e a far arrivare dall'esterno non arriva più... Penso agli anziani, agli ammalati... Il pensiero si contorce nel pensiero...non mi dilungo.. Sicuramente nulla tornerà come prima.... Almeno per lungo tempo sarà così... Spero ci siano presto lunghi abbracci, tempo per stare.... Stare con sé stessi, con gli altri..

    • mychicmirror

      Ciao Elisa, grazie per il tuo prezioso commento! Però forse tu ti riferisci all’emergenza scaturita da questa pandemia, io facevo riferimento invece a qualsiasi evento che ci potrebbe portare a fermarci. Ad ogni modo vorrei esprimerti un pensiero, un divieto è un limite che ci viene imposto...certo, ma un adulto dovrebbe capirne il significato in relazione all’evento. In questo momento, chi ha potere decisionale ha ritenuto fosse l’azione più efficace da compiere per contenere la diffusione del virus, una sorta di ancora di salvataggio. Vista e vissuta in questa maniera l’azione assume un aspetto meno duro a mio parere. Gli anziani e gli ammalati, sono tendenzialmente molto soli purtroppo, a prescindere da questo momento storico. E gli abbracci o il tempo condiviso acquisteranno più valore, perché non saranno più scontati... però ora è questo tempo, scelto o meno, che andrebbe vissuto nel migliore dei modi ma sai perché ? L’unica alternativa sarebbe sprecarlo!

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