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13 febbraio 20202 min di lettura

Le prove

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Questa mattina sono stata in ospedale, dopo una settimana dall’intervento, per la visita di controllo con il medico che mi ha operata.

«Buongiorno Signora, allora mi dica come si sente? Dolori?»

«Buongiorno Dottore, i dolori stanno passando ed io credo di sentirmi bene tutto sommato. Mi tirano un pochino le ferite, fatico a stare seduta, però sono comunque contenta. È andata!»

«Bene, mi fa piacere sentirla sempre positiva, ora è solo questione di fare un buon recupero seguendo la terapia che le ho prescritto. Invece emotivamente come sta vivendo la cosa? Perché le ricordo che abbiamo a disposizione una equipe di psicologi che collaborano con il nostro reparto e che potrebbero sempre sostenerla in questa fase di cambiamento…»

«Dottore, le confesso che ho sempre avuto paura di sentirmi diversa dopo l’intervento… meno valida…. meno femminile… meno donna ecco! Invece nulla è cambiato da questo punto di vista dentro di me. Non riesco a percepire quella sensazione di vuoto, là dove era collocata la casa della vita, perché a me proprio quella casa la vita la stava togliendo. Ho capito che l’ostinazione non era la soluzione ma un semplice procrastinare la scelta più giusta da fare.»

«Beh direi che lei si era già data tante possibilità, così giovane e così tanti interventi alle spalle, vedrà che d’ora in poi si sentirà sempre meglio. Stia serena, ci sono tante possibilità per costruire altre case se lo vorrà, seppur non dove se l’era immaginato.»

«Grazie Dottore! Grazie per avermi aiutato.»

Esco dall’ambulatorio un po’ confusa, ancora non mi ero posta tante domande.

“Onestamente?”

Non lo so come mi sento!

“Leggera?… no, forse libera? No no… aspettate… ecco forse solo piena di acciacchi in questo momento… ma sono così felice di avercela fatta anche questa volta… che… mi viene da piangere e soprattutto sono stanca di indossare il costumino da super eroina. Voglio poter vivere anche le mie fragilità.”

Allora mentre sto per uscire dall’ospedale, decido che quello è il posto perfetto per passare il costume a qualcun’altra. Cerco un armadietto aperto per poterlo appendere e ne vedo uno con la scritta “oggetti smarriti”. Penso che sia il posto perfetto per lasciarlo, magari qualcuno ha smarrito la speranza. Apro lo sportello e sapete cosa ci ho trovato lì dentro?

Tanti altri costumi simili al mio, con tante iniziali differenti!

“Ma pensa te… adesso ho le prove, il mondo è pieno di super eroi, uomini e donne comuni, come me, che cercano di sopravvivere come meglio possono, armandosi solo di coraggio e determinazione.”

Umani no umanoidi!

E Adesso? chi lo dice alla Marvel?

Commenti (2)

  • Daniela

    Sono felice che tu abbia metabolizzato questo periodo di vita così difficile!! Sei grande grandissima!!

    • mychicmirror

      E tu sei speciale Daniela ❤️

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