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Trema tutto! / Tremble everything!

“Corri, corri, dobbiamo uscire subito di casa.”

Un attimo dopo un rumore assordante e prepotente ci aveva travolti.

Mentre correvo fuori, convinta che mio marito mi stesse seguendo, sentivo le grida della gente e con la coda dell’occhio vedevo le case sbriciolarsi.

D’istinto mi buttai sotto una macchina e rimasi accovacciata. La terra tremava. C’era appena stato il terremoto. Sentivo la testa girare e lo stomaco sottosopra. Non riuscivo a muovermi dalla paura.

“Mamma, mamma, dove sei?” Una bambina stava piangendo e chiamava sua madre. Vedevo i suoi piedini scalzi camminare fra le macerie.

“Piccola, vieni qui. Mettiti al sicuro.” Le dissi con un filo di voce.

Poi ci fu un’altra scossa e subito dopo un silenzio tombale.

Un terremoto di magnitudo Richter 6.0 aveva raso al suolo la mia città, Amatrice, coinvolgendo altri 140 comuni. Trecento le vittime, 388 feriti e circa 41 mila sfollati.

Io sono fra quest’ultimi! Almeno credo, perché l’unica cosa che ho realizzato è che sono una sopravvissuta, fisicamente.

Da allora sono passati già sei anni e finalmente i lavori di ricostruzione della mia città sono partiti. Forse avrò di nuovo una casa.

Eppure se mi guardo attorno, sembra che sia successo ieri.

Mi sveglio nel cuore della notte, esco dal container e cerco ancora mio marito. Chissà che non si sia smarrito… magari per aiutare quella bimba a ritrovare la sua mamma.


“Run, run, we have to get out of here immediately!”

A moment later a deafening and overbearing noise overwhelmed us.

As I ran outside, convinced that my husband was following me, I heard people shouting out and out of the corner of my eye, I saw the houses crumble.

Instinctively I threw myself under a car and remained crouched. The earth was shaking. The earthquake had just happened. I felt my head spinning and my stomach upside down. I couldn’t move from fear.

“Mom, mom, where are you?” A little girl was crying and calling her mother. I saw her bare feet walking among the rubble.

“Baby, come here. Make yourself safe.” I told her in a faint voice.

Then there was another shock and immediately after a deathly silence.

A Richter 6.0 magnitude earthquake razed my city, Amatrice, affecting 140 other municipalities. Three hundred victims, 388 were injured and about 41,000 were displaced.

I am among the latter! At least I think, because the only thing I have realized is that I am a survivor, physically speaking.

Six years have passed since then and finally, the reconstruction works of my city have started. Maybe I’ll have a home again.

But yet, if I look around, it looks like it happened yesterday.

I wake up in the middle of the night, get out of the container and still look for my husband. Who knows he’s not lost… maybe to help that child find his mother.

Comments (2)

  • Gianluca

    Curioso Cristiana, come ho scaricato la tua app e leggo questo racconto il giorno in cui ci siamo svegliati tremando

    • mychicmirror

      Si vero Gianluca… Questa mattina stavo preparando il caffè e il tavolo ha iniziato ad oscillare… mi sono presa un grande spavento e sono corsa giù per le scale. Per fortuna è stata solo una scossa… Se penso che c’è chi ha perso tutto a causa del terremoto, sento ancora i brividi. Un abbraccio grande

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